A Vignola tra il 1920 e il 1921 la locale Camera del Lavoro ha sede all’interno di uno degli edifici più affascinanti del comune, Villa Braglia, costruita trent’anni prima dall’Avvocato Giacomo Tosi Bellucci (1843-1911), intellettuale, esponente della destra liberale e due volte sindaco di Modena.
Alla sua morte la villa passa al figlio Luca Antonio Tosi Bellucci, avvocato, professore di diritto internazionale all’Università di Bologna ed importante esponente del Partito Socialista, che progressivamente concede l’utilizzo di parte dell’edificio vignolese, già in declino, dapprima a famiglie poco abbienti e quindi a varie associazioni socialiste e di lavoratori. Dopo la morte di Luca Antonio, avvenuta al fronte nel 1916, la famiglia vende la villa, ma parte di essa continua ad ospitare alcune associazioni, tra cui sicuramente tra il 1920 e il 1921 la Camera del Lavoro. Nello stesso edificio nel febbraio 1920 viene costituita la Società Anonima Cooperativa Casa del Popolo intitolata a Luca Antonio Tosi Bellucci.
In questo periodo ha un ruolo significativo nelle lotte del territorio il savignanese Evaristo Grandi (1890 – 1920), che ricopre il ruolo di segretario della Camera del Lavoro di Vignola, fino alla morte avvenuta nell’agosto 1920, per la “lenta e inesorabile insidia del male”, contratto a causa della Prima guerra mondiale contro cui si era sempre schierato.
Sono anni di lotte sociali e politiche che vedono a Vignola il partito Socialista trionfare alle elezioni politiche del 1919 e alle comunali del 1920, portando in comune la prima giunta socialista guidata dal sindaco Francesco Bandieri.
Al voto delle urne fa da contraltare il dilagare della violenza fascista, che a Vignola raggiunge uno dei suoi apici il 21 aprile 1921, quando durante una manifestazione per festeggiare il Natale di Roma, un gruppo tenta l’assalto alla Casa del Popolo, alla Cooperativa Muratori e alla Camera del Lavoro devastandole. Durante questo episodio i fascisti sparano contro tre ragazzi: uno di loro Vermilio Bonesi viene colpito alla schiena e rimane paralizzato, morendo alla fine del 1923.
Il successivo 23 aprile, cade la giunta socialista a seguito delle dimissioni del sindaco Bandieri.
Nel maggio 1921 anche la Camera del Lavoro di Vignola cessa ogni attività.
Collegamenti
DOCUMENTI
FONTI
Archivio del Gruppo di Documentazione Vignolese Mezaluna – Mario Menabue Aps
Collezione “bianchi e Neri”, Comune di Vignola
BIBLIOGRAFIA
Giuliano Grandi, Cronache della Comunità di Vignola, Regno d’Italia, vol. II 1900 -1945, Gruppo Mezaluna – Mario Menabue, Savignano sul Panaro, 2014
Mario Menabue, Valpanaro. Cronologia 1918 -1948, Gruppo Mezaluna, Vignola, 1994
Fabio Montella, Gli squadristi di Modena (1919-1923), Artestampa Modena,
