A Vignola opera fin da inizio Ottocento una cartiera detta della Sega rimasta attiva fino al 1958.
Nel corso del 1913, quando la proprietà è della S.A. Cartiere Toscane C. Volpini si apre un aspro contenzioso che tocca il punto massimo il 10 novembre, poiché la proprietà lamenta il mancato preavviso di sciopero e minaccia il reclutamento di nuovo personale o la serrata dello stabilimento con il rischio di definitiva chiusura, qualora salti il contratto di fornitura di carta bollata per lo Stato.
Le rivendicazioni degli operai sono prevalentemente di natura salariale poiché i “loro salari hanno una misura inferiore a quella delle industrie consimili”.
A comporre la difficile vertenza si impegna il Prosindaco Vittorio Fanti, che, dopo essersi fatto tramite per lettera con le parti interessate, la prefettura di Modena e la Camera del Lavoro unitaria di Modena, convoca una riunione nel Municipio vignolese il 13 novembre 1913, alla presenza tra gli altri di Nicola Bombacci segretario della stessa Camera del Lavoro modenese. Al termine di una seduta estremamente accesa viene raggiunto un buon accordo che evita il rischio della chiusura e sancisce un aumento giornaliero di 20 centesimi per gli uomini e 10 centesimi per le donne.
Uno dei due rappresentanti degli operai presenti alla trattativa è una donna Alessandra Lazzaroni.
Collegamenti
DOCUMENTI
FONTI
Archivio del Gruppo di Documentazione Vignolese Mezaluna – Mario Menabue APS
BIBLIOGRAFIA
Giuliano Grandi, Cronache della Comunità di Vignola, volume II 1900- 1945, progetto editoriale del Gruppo “Mezaluna”, Savignano sul Panaro, 2014, pagg. 40-41.
Giampaolo Grandi [a cura di], con la Forza dell’Acqua. Storie d’acque, di opifici, di lavoro e di uomini sul Canale di Marano, di San Pietro, del Diamante, sul Canalino Castellano, sul Trobido, progetto editoriale del Gruppo “Mezaluna”, Savignano sul Panaro, 2010, pagg. 207s.
