Fabio Montella, Bagliori d'incendio

Fabio MontellaBagliori d'incendio. Conflitti politici a Modena e provincia tra Guerra di Libia e Marcia su Roma
Milano, Mimesis, 2021
Incendio. Era questa una delle immagini che più di frequente venivano evocate, un secolo fa, per descrivere gli effetti dello scontro in atto tra le diverse fazioni politiche; uno scontro che stava travolgendo la città e la provincia di Modena. Sulle pagine dei giornali, nei documenti della Prefettura e della Questura, nelle aule dei Tribunali il fuoco ricorreva spesso come metafora di un mondo che stava finendo in cenere, per fare posto a qualcosa di nuovo, ancora indefinibile.
La metafora del fuoco era potente perché traeva alimento dalla realtà del vissuto dei modenesi: agli incendi delle Camere del lavoro, delle leghe “rosse” e delle Case del popolo si rispondeva con il rogo dei fienili degli agrari. Le elezioni politiche del 1921, che videro la vittoria dei fascisti, si svolsero, come scrisse il settimanale dei socialisti, “fra violenze inaudite e bagliori d’incendio”. Quel voto sancì ciò che era sotto gli occhi di tutti: un enorme capovolgimento in atto. Nulla sarebbe stato più come prima.
Grazie a questo volume, promosso dall’Istituto storico di Modena in occasione del centenario della marcia su Roma, disponiamo oggi di una conoscenza approfondita, tra le altre cose, della violenza fascista sulle organizzazioni sindacali e sui lavoratori della provincia di Modena.
Indice
Prefazione di Giulia Albanese
Ringraziamenti
Introduzione
Lo stato degli studi su violenza politica e origini del fascismo a Modena
I. La Guerra di Libia e le sue divisioni (1911-1913)
La rottura dell’equilibrio giolittiano
La violenza dei nazionalisti e dei sindacalisti
La tumultuosa soirée futurista del 2 giugno 1913
II. I conflitti tra interventisti e neutralisti (1914-1915)
Il fronte neutralista
Il fronte interventista
Gli scioperi e le proteste politiche del 1914
Gli scontri tra non interventisti e cattolici
Antimilitarismo e proteste di militari
Le manifestazioni del 1915 contro l’ingresso in guerra
III. La cesura della Grande Guerra (1915-1918)
La restrizione delle libertà
Il dissenso a Modena fino al 1917
Gli echi della rivoluzione russa
La svolta di Caporetto e il processo ad Attilio Lolli
IV. Una difficile transizione
I principali problemi del dopoguerra
La smobilitazione
La riorganizzazione delle sinistre
Le elezioni politiche del 1919
La nascita e i primi sviluppi del Partito Popolare
Gli ex combattenti
V. Forza pubblica, Esercito e magistratura nel dopoguerra
Prefetti, viceprefetti, sottoprefetti
La pubblica sicurezza
L’’ordinamento, gli organici e le sedi
Il personale
Questori e vicequestori
Commissari e vicecommissari
Gli agenti investigativi
I mezzi di trasporto
La Regia Guardia
I carabinieri
L’Arma, tra progetti di espansione e ostilità popolare
I comandanti dell’Arma
Le caserme
Le carenze d’organico
Le accuse di parzialità
Il Regio Esercito
I contrasti tra i vari corpi
La magistratura
VI. Arditi, futuristi, fascisti e legionari fiumani nel 1919
Alla ricerca di nuove forme di rappresentanza
Gli arditi
Il Fascio futurista
Il Fascio “diciannovista”
I modenesi a Fiume
VII. Ebrei contro ebrei
La questione dell’italianità
Ebrei fascisti contro ebrei socialisti
VIII. La svolta del 1920
Le divisioni a sinistra e i conflitti coi popolari
Gli scontri coi carabinieri e la morte di Paolo Gusmani
L’eccidio di piazza Grande del 7 aprile 1920
Modena sotto shock
La trappola del furto delle mitragliatrici
Nuovi scontri coi carabinieri: due morti a Ospitale di Fanano
I fatti di Cassano di Polinago
Le elezioni amministrative del 1920
Ferruccio Teglio e la prima amministrazione socialista di Modena
L’Amministrazione provinciale socialista
I Comuni “rossi” e il “regime del catenaccio”
La rifondazione del fascio di Modena nel 1920
I primi finanziatori del fascio di Modena
L’aggressione ai carabinieri Becciu e Ledda e la morte di Lenzotti
La nascita e i finanziatori del fascio di Carpi
Il duplice omicidio di Correggio
L’uccisione di Angelo Stancari
IX. La violenza delle sinistre
La giustificazione per colpire
Boicottaggi, multe, incendi e tagli delle piante
L’occupazione delle fabbriche
La nascita della federazione provinciale comunista
Gli scontri coi popolari
L’uccisione di Luigi Zanni a Montecorone di Zocca
La resistenza allo squadrismo: un’occasione persa?
X. La violenza squadrista
Profili di squadristi modenesi
Divise, segni particolari, nomi delle squadre
Gagliardetti e bandiere
Inni, canti, urla e bestemmie
Bastone, manganello, olio di ricino e rivoltelle
I blitz dentro e fuori provincia
I camion del conte Galateri
Dorando Pietri, da maratoneta a squadrista-autista
Auto, moto e bici
Le armi in circolazione
Il controllo delle armi e le esigenze dell’autodifesa
Il carburante: alcol, morfina e cocaina
I principali obiettivi dello squadrismo
Socialisti e comunisti
Anarchici e sindacalisti
I popolari
I sacerdoti
Edicolanti e diffusori di giornali
XI. La violenza: immaginario e autorappresentazione
La stampa modenese negli anni 1919-1922
I socialisti, la violenza e lo squadrismo
Come i fascisti giustificarono la violenza
Come gli anarchici giustificarono la violenza
I dubbi dei cattolici
XII. Il fascismo modenese nel 1921
L’omicidio di Mario Ruini
L’uccisione di Augusto Baccolini e Orlando Antonini
La crescita del fascio e la sua divisione in due anime
Il patto di pacificazione del 2 aprile 1921
La vittoria dei fascisti più intransigenti
I “superfascisti” carpigiani e l’occupazione di Novi
I fasci nel resto della provincia
Natale di Roma (e di sangue) a Vignola
Un 1° Maggio sulla difensiva
Le elezioni politiche del 15 maggio 1921
L’omicidio di Francesco Setti al Cristo di Sorbara
L’assassinio di Corrado Vescovini
Il patto di pacificazione del 3 agosto 1921
L’incidente di Bastiglia
L’omicidio di Agostino Baraldini
L’uccisione di Igino Bellandi
L’emarginazione di Ponzi
La strage del 26 settembre 1921 in via Emilia
Il complesso rapporto dei fasci con le associazioni dei combattenti
Il “paziente Pantalone” si ribella a taglie e boicottaggi
I commissari prefettizi e regi: più che un intermezzo
L’uccisione del fascista Enea Arbizzi
Lo scontro di Marano e la morte di Ettore Piselli
L’assassinio di Medardo Ferrari
La morte di Regolo Bellei
I fatti di Acquaria
La morte di Teobaldo Righetti
L’omicidio di Gino Tabaroni
XIII. Benzina sul fuoco
Altri bagliori d’incendio
L’uccisione di Eugenio Paltrinieri a Migliarina
La morte di Pio Zanfrognini
L’assassinio di Benvenuto Pignatti
Il delitto di Sant’Antonio in Mercadello
Il 1° Maggio 1922
L’occupazione di Bologna: due pesi e due misure
Il duplice omicidio di Quartirolo
Lo “sciopero legalitario” e l’assalto alle sedi dei lavoratori
L’uccisione dell’ex capolega Giovanni Forghieri
La morte di Odoardo Amadei
Il duplice delitto di San Venanzio
Il fascio degli agrari avanza, lo Stato si ritira
I contribuenti si organizzano e contestano
Le contraddizioni del sindacalismo fascista
La Marcia su Modena (e quella su Roma)
La morte di Giancarlo Nannini
La fine del vecchio mondo
Le elezioni amministrative del 1922
L’amnistia di Natale
XIV. Quel che resta del giorno
L’ora dei fascisti “della sesta giornata”
Simboli che vanno, simboli che vengono
Sotto la cenere nel 1922-1923
Il gruppo comunista dei Mulini Nuovi
Le maestranze della Manifattura Tabacchi
Gli anarchici di Paganine
Il duo di Baggiovara
La morte di Giovanni Bassoli
Altri due delitti fascisti del 1923: Paperi e Baraldi
I partiti d’opposizione nel 1924-1925
Lo scioglimento delle ultime associazioni sovversive (1925)
APPENDICI
Fonti archivistiche
Modenesi che hanno partecipato alla spedizione dannunziana di Fiume
STATISTICHE
Statistica generale dei morti e feriti nelle agitazioni avvenute durante l’anno 1920 (confronto tra Modena, Emilia-Romagna e Italia)
Morti e feriti in scontri tra fascisti e sovversivi (1° gennaio-7 aprile 1921)
Statistiche delle violenze dal 1° gennaio 1921 all’8 maggio 1921 (confronto tra Modena, Emilia-Romagna e Italia)
Statistiche a tutto il 31 maggio 1921 (confronto tra Modena, Emilia-Romagna, Italia)
Statistiche a tutto il 31 maggio 1921 (confronto tra le province dell’Emilia-Romagna)
Distruzioni e incursioni in sedi delle organizzazioni socialiste, sindacaliste e popolari da parte dei fascisti in provincia di Modena
Processi di carattere politico pendenti dal 1° gennaio 1921 al 15 luglio 1922
Forza pubblica in servizio nella provincia (1° dicembre 1921)
Legione territoriale dei carabinieri reali di Bologna. Divisione di Modena (situazione al 1° gennaio 1928)
Gli iscritti alla Cgil di Modena nel 1980
Gli iscritti suddivisi per zone sindacali
| Carpi | 18.856 |
| Mirandola | 20.003 |
| Modena | 60.815 |
| Pavullo | 3.798 |
| Sassuolo | 14.715 |
| Vignola | 10.634 |
| Totale | 128.821 |
Gli iscritti per categoria (con raffronto con gli occupati)
| Iscritti | Occupati | |
| Abbigliamento | 10.697 | 22.590 |
| Alimentazione | 4.608 | 7.500 |
| Bancari | 228 | 4.170 |
| Braccianti | 11.085 | 18.650 |
| Ceramisti-chimici | 9.540 | 24.000 |
| Commercio | 4.965 | 19.495 |
| Edili-legno | 11.012 | 14.028 |
| Aquedotto, energia | 648 | 1.100 |
| Funzione pubblica | 6.893 | 14.671 |
| Metalmeccanici | 17.997 | 36.805 |
| Pensionati | 44.366 | Non rilevato |
| Poligrafici e cartai | 1.404 | 3.150 |
| Postelegrafonici | 337 | 1.750 |
| Scuola | 1.688 | 11.031 |
| Spettacolo | 105 | 1.300 |
| Trasporti | 2.573 | 2.950 |
| Telecomunicazioni | 300 | 618 |
| Assicuratori | 216 | 900 |
| Banca d’Italia | 29 | |
| Giornalai | 130 | Non rilevato |
| Totale | 128.821 | 184.708* |
* Sono esclusi dal computo i pensionati e i giornalai, per i quali non si conoscono i dati sulla consistenza complessiva
Bibliografia sulla storia del sindacato e del lavoro a Modena
Rendiamo disponibile una bibliografia sulla storia del sindacato e del lavoro a Modena in età contemporanea, che sarà periodicamente aggiornata con le nuove uscite. Quasi tutte le pubblicazioni citate sono consultabili e presi in prestito presso la biblioteca dell’Istituto storico di Modena, che comprende anche la biblioteca della Cgil di Modena.
Per la ricerca della disponibilità dei testi anche in altre biblioteche si consiglia la consultazione di Bibliomo, Il portale delle biblioteche del Polo Bibliotecario Modenese.
COLLEGAMENTI
Segretari della Camera confederale del Lavoro di Modena dal 1945
Arturo Galavotti 1945-1952
Ugo Bedogni 1953-1955
Ilario Guazzaloca 1956-1960
Renato Ognibene 1961-1963
Pierino Menabue 1963-1975
Adelmo Bastoni 1975-1979
Mirco Arletti 1979-1986
Lauro Setti 1986-1992
Gianni Ballista 1992-1997
Morena Piccinini 1997-2002
Alberto Morselli 2002-2005
Donato Pivanti 2005-2012
Tania Scacchetti 2012-2017
Manuela Gozzi 2017-2021
Daniele Dieci 2021-
Modena e la stagione dei movimenti

Alberto Molinari (a cura di)
Modena e la stagione dei movimenti. Politica, lotta e militanza negli anni Settanta
Bologna, Editrice Socialmente, 2018
Tra il ’68 e gli anni Settanta i movimenti sociali e politici si moltiplicano e diversificano, maturano nuovi soggetti, pratiche e linguaggi che investono la società italiana nel suo complesso e nelle sue varie articolazioni. Il conflitto si esprime in un inedito protagonismo collettivo e alimenta un lungo e denso ciclo di mobilitazioni, diventando la cifra della “stagione dei movimenti”. Frutto di un lavoro laboratoriale, i saggi contenuti nel volume intendono restituire la complessità e la ricchezza di quella stagione, vista attraverso un caso locale. La ricostruzione si sofferma sui rapporti tra movimenti e istituzioni in una “città rossa” e analizza diverse soggettività, culture e forme dell’impegno politico, nell’esperienza dell’UDI e dei gruppi femministi, nel movimento operaio, nell’area del dissenso cattolico, nell’universo giovanile, nella “nuova sinistra”. La ricerca – promossa dal Laboratorio sugli anni Settanta e dall’Istituto storico di Modena, in collaborazione con il Centro documentazione donna di Modena – si basa su una molteplicità di fonti archivistiche, a stampa e orali. Le autrici e gli autori – Deborah Ardilli, Claudia Capelli, Natascia Corsini, Marcella Farioli, Paola Gemelli, Alberto Molinari, Matteo Montaguti, Francesco Tinelli, Giuseppina Vitale – sono da tempo impegnati nella ricerca su diversi aspetti delle dinamiche sociali e politiche della storia contemporanea tra anni Sessanta e Settanta. Sui temi affrontati nel volume hanno realizzato tesi di laurea, dottorati di ricerca, pubblicazioni e si sono confrontati nell’ambito del Laboratorio sugli anni Settanta a Modena.
Indice
PROLOGO
Alberto Molinari, Istituzioni, società civile e movimenti in un “modello emiliano”
I MOVIMENTI DELLE DONNE
Natascia Corsini, Ragioni e sentimenti: l’Udi negli anni Settanta a Modena
Paola Gemelli, Donne in movimento tra lotta e autocoscienza
Deborah Ardilli e Marcella Farioli, Crisi dell’emancipazionismo e critica del modello emiliano: Lotta femminista a Modena
IL MOVIMENTO OPERAIO
Francesco Tinelli, Tra fabbrica e territorio. Il sindacato protagonista del conflitto
IL DISSENSO CATTOLICO
Giuseppina Vitale, Partecipazione, apostolato, laicità. La contestazione cattolica modenese negli anni Settanta
L’UNIVERSO GIOVANILE
Alberto Molinari, il “lungo ’68” del movimento studentesco
Matteo Montaguti, Frammenti di un Settantasette modenese
Claudia Capelli, Tra partito e movimento: la Fgci degli anni Settanta in una città dell’Emilia rossa
CIRCOLI E GRUPPI DELLA “NUOVA SINISTRA”
Matteo Montaguti, “Il lavoro della talpa”. Il Circolo Panzieri tra operaismo e Potere operaio
Alberto Molinari, L’area della “sinistra rivoluzionaria”
Città e architetture industriali. Il Novecento a Modena

Vanni Bulgarelli e Catia Mazzeri (a cura di)
Città e architetture industriali: il Novecento a Modena
Modena, Franco Cosimo Panini editore, 2016
L’Atlante web delle Architetture del ‘900 di Modena propone i contenuti degli atlanti pubblicati nei volumi “Città e architetture. Il Novecento a Modena”, del 2012 e “Città e architetture industriali. Il Novecento a Modena” del 2015, entrambi editi da Franco Cosimo Panini Editore e dal Comune di Modena. I volumi, con le schede che costituiscono gli atlanti, sono articolazioni e principali prodotti dell’unitario progetto “Città e architetture a Modena nel Novecento” ideato e promosso dall’Ufficio Ricerche e Documentazione sulla Storia urbana del Comune di Modena, con la collaborazione dell’Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e l’impegno degli assessorati alla Programmazione del Territorio e ai Lavori Pubblici del Comune di Modena.
Il volume “Città e architetture industriali. Il Novecento a Modena”, di cui l’Atlante con 54 architetture industriali schedate, due macro schede sui Villaggi artigiani modenesi e sulla Ferrari di Maranello costituiscono una parte, si compone inoltre di 14 saggi storici e un folder di scatti fotografici realizzati da 5 giovani fotografi. Anche in questo caso le immagini integrano di suggestioni contemporanee la documentazione storica. L’Atlante propone alcune significative manifatture presenti nella provincia. Chiude la consueta mappa delle architetture.
I saggi storici sono di: Carlo Olmo, Matteo Sintini, Massimo Tozzi Fontana, Alberto Rinaldi, Lorenzo Bertucelli, Vanni Bulgarelli, Andrea Giuntini, Giovanni Leoni, Silvio Berni, Laura Domenichini, Claudio Fornaciari, Marcello Capucci, Rossella Ruggeri. La mappa degli insediamenti è elaborata da Alessandro Ghinoi. L’inserto fotografico presenta riprese di: Davide Baldrati, Gianluca Bertoncelli, Francesca Bologna, Sara Cavallini, Chiara Dazi. L’ideazione e la cura del volume sono di Vanni Bulgarelli e Catia Mazzeri.
Indice
Vedi sotto la parte introduttiva del volume
Archivio storico Fiom-Cgil nazionale
L’archivio storico della Fiom nazionale conserva i fondi della Federazione Impiegati Operai Metallurgici FIOM (1945-1995, con materiale in copia dal 1901), della Federazione lavoratori metalmeccanici FLM (1973-1984), dell’azienda metalmeccanica romana Voxsone quello dei Cantieri navali Franco Tosi (carte delle commissioni interne dell’azienda e della Fiom di Taranto).
Sono inoltre conservati materiali rilegati (atti di Congressi, Comitati Centrali, convegni e assemblee) e periodici. L’archivio è riconosciuto da parte della Soprintendenza Archivistica del Lazio di “notevole interesse storico” dal 1995 e come tale vigilato.
Una parte dell’archivio relativo al primo ventennio di attività della Fiom, dal 1901 al 1925, è conservato presso l’Archivio Centrale dello Stato. Il fondo raccoglie i materiali sequestrati dalla polizia fascista nel 1926 a Torino, nel corso dello sgombero dell’allora sede nazionale della Federazione, a seguito della soppressione delle libertà sindacali.
L’Archivio della Fiom è consultabile nella sede del sindacato in Corso Trieste 36 a Roma.
Responsabile: Claudio Scarcelli
Referente scientifico: Tommaso Cerusici
Email: archiviostorico@fiom.cgil.it
Fiom. Una storia di democrazia, contrattazione e conflitto

Autori Vari
Fiom. Una storia di democrazia, contrattazione e conflitto
Roma, Futura editrice, 2023
La Fiom ha compiuto 121 anni di vita. Nata a Livorno il 16 giugno del 1901, ha attraversato tutto il Novecento, le sue conquiste e le sue tragedie. Dopo due guerre mondiali e il fascismo i metalmeccanici hanno contribuito, a partire dagli scioperi del marzo 1943, alla cacciata del regime fascista e alla conquista della democrazia e, successivamente, all’affermazione dei diritti nel e del lavoro, con la straordinaria stagione dell’unità sindacale e dei Consigli di fabbrica. A partire dagli anni Ottanta si è confrontata poi con la globalizzazione e le ristrutturazioni capitalistiche, per affacciarsi alle soglie del nuovo millennio con nuove sfide: la democrazia, l’autonomia, l’indipendenza, lo spazio europeo. La Fiom ha indissolubilmente legato la propria storia a quella del Paese, ne ha interpretato i sentimenti, la voglia di giustizia sociale e di crescita collettiva dentro e fuori le fabbriche. Questo volume ricostruisce la storia della Fiom dalle origini ai giorni nostri, focalizzandosi in particolare sugli ultimi quarant’anni, quelli che, dalla sconfitta operaia alla Fiat nel 1980, hanno segnato un nuovo paradigma politico, sociale ed economico: la fine delle grandi ideologie politiche di massa, la precarizzazione e il neoliberismo. Sfide a cui la Fiom ha voluto e saputo reagire. Lo fa sia con uno sguardo storico, attraverso la vita dell’organizzazione e dei suoi dirigenti, sia con uno sguardo sociologico, analizzando la contrattazione e le strutture della rappresentanza a partire dai luoghi di lavoro. Il volume contiene inoltre interviste con i segretari generali degli ultimi vent’anni e approfondimenti tematici su questione di genere, precarietà, ambiente e salute.
Indice
SEZIONE CRONOLOGICA
Edmondo Montali, 1901-1925 – La Fiom dalla nascita al Fascismo
Fabrizio Loreto, 1943-1984 – La Fiom nell’epoca repubblicana
Francescopaolo Palaia, 1985-1993 – La Fiom dopo la Flm. La difficile transizione alla ricerca di una nuova identità
Gabriele Polo, 1994-2002 – La nuova Fiom di Claudio Sabattini: un sindacato autonomo, indipendente e democratico
Tommaso Cerusici, 2002-2022 – Gli ultimi vent’anni della Fiom: il sindacato di fronte alla globalizzazione
SEZIONE TEMATICA
Eloisa Betti, Per una storia politico-sindacale della Fiom tra anni Ottanta e Novanta: organizzazione del lavoro, ambiente e salute, questione femminile
Lisa Dorigatti e Matteo Rinaldini, La contrattazione collettiva nazionale del settore metalmeccanico: un campo di battaglia ancora aperto
Angelo Moro, La battaglia mai vinta. Condizione operaia e rappresentanza sindacale nei mutamenti produttivi del settore metalmeccanico dall’autunno caldo alla primavera di Melfi
Fabrizio Loreto, Storia della Cgil dalle origini a oggi

Fabrizio Loreto
Storia della Cgil dalle origini a oggi
Seconda edizione ampliata e aggiornata
Roma, Ediesse, 2017
Il volume, unendo al rigore dell’indagine storica l’agilità dell’esposizione e la vivacità offerta dal copioso materiale documentario e iconografico, racconta in modo sintetico e divulgativo la storia centenaria della Confederazione generale italiana del lavoro, collocandola all’interno della più generale vicenda italiana, fatta di avvenimenti politici, trasformazioni economiche, mutamenti sociali e culturali. Seguendo il filo conduttore della storia della CGIL il volume esamina così il ruolo delle classi dirigenti politiche ed economiche, la natura delle istituzioni, l’evoluzione del sistema produttivo, la dialettica tra le classi sociali, le culture popolari, le identità territoriali e professionali. Al centro dell’affresco storico fornito dal volume si collocano i due concetti costitutivi della CGIL: il valore sociale del lavoro, cioè la sua capacità di agire in modo organizzato e collettivo per ridurre le disuguaglianze e per promuovere le libertà; e il valore della confederalità, attraverso il quale il sindacato riesce pienamente a rappresentare e tutelare l’interesse generale delle classi lavoratrici. Il testo si compone di quattro parti: La CGdL e l’età liberale, dall’Ottocento alla crisi dello Stato liberale nel primo dopoguerra; La CGdL e il fascismo, che esamina il ventennio della dittatura; La CGIL e la costruzione della democrazia, che ripercorre il secondo dopoguerra, fino agli anni Sessanta; La CGIL nella crisi italiana e globale, che analizza le vicende che a partire dalla crisi degli anni Settanta del Novecento arrivano ai primi anni del nuovo millennio. Completano il volume le conclusioni, La CGIL del tempo presente, che rivisitano le cronache degli ultimi dieci anni. La narrazione viene inoltre arricchita con la riproduzione di interessanti documenti storici, nonché di brani di dirigenti o personaggi pubblici che espongono idee fondamentali del sindacalismo; il testo è impreziosito con foto, quadri, citazioni e schede di approfondimento; infine, al termine di ciascun capitolo, sono inserite pagine di storiografia e brevi bibliografie di orientamento, nelle quali sono indicati sia i «classici», sia gli studi più recenti di storia del movimento sindacale.
Indice
Indice sintetico del volume
Prima parte – La Cgdl e l’età liberale
Capitolo I – Dal mutualismo alla resistenza (1861-1901)
1. Il Regno d’Italia
2. Società di mutuo soccorso, Leghe di resistenza, Camere del lavoro, Federazioni di mestiere
3. Lo sciopero generale di Genova del 1900
Capitolo II – L’età giolittiana e la Grande guerra (1901-1918)
1. L’età giolittiana e la Prima guerra mondiale
2. La Confederazione generale del lavoro
3. Nascita e sviluppo della contrattazione collettiva. Il caso Itala-Fiom
Capitolo III – Dal “biennio rosso” al “biennio nero”
1. La crisi dello Stato liberale
2. La Cgdl nel “biennio rosso”: il compromesso collaborativo
3. La Cgdl nel “biennio nero”: la violenza squadrista contro il sindacato
Seconda parte – La Cgdl e il fascismo
Capitolo IV – Verso lo Stato totalitario (1922-1926)
1. Il fascismo al potere
2. Il sindacato fascista e la distruzione del sindacato libero e democratico
3. Le commissioni interne dall’età liberale alla dittatura fascista
Capitolo V – Le due Cgdl tra clandestinità e esilio (1927-1939)
1. Lo Stato totalitario
2. L’antifascismo. Il sindacato dalle divisioni al patto di unità d’azione
3. Il sindacato fascista nello Stato corporativo
Capitolo VI – La “guerra totale” e la Resistenza (1940-1944)
1. La crisi del fascismo e la Seconda guerra mondiale
2. Gli scioperi del marzo-aprile 1943
3. Gli scioperi del marzo 1944
Terza parte – La Cgil e la costruzione della democrazia
Capitolo VII – La Cgil unitaria (1944-1948)
1. Dalla Liberazione alla Repubblica
2. La Cgil unitaria e la Costituzione
3. La scissione sindacale del 1948
Capitolo VIII – I duri anni Cinquanta
1. La “Costituzione materiale” e il centrismo
2. La “guerra fredda” sindacale e il Piano del lavoro
3. Il “Miracolo economico”
Capitolo IX – La ripresa degli anni Sessanta
1. La “crisi Tambroni”
2. Il centrosinistra e la programmazione economica
3. Il “secondo biennio rosso”
Quarta parte – La Cgil nella crisi italiana e globale
Capitolo X – Il decennio della conflittualità permanente (1970-1980)
1. Luci e ombre degli anni Settanta: i cambiamenti economici, sociali, istituzionali
2. Il sindacato del Consigli e la Federazione unitaria Cgil-Cisl-Uil
3. Il sindacato di fronte alla crisi economica e al terrorismo
Capitolo XI – La crisi del sindacato nella crisi della Repubblica (1980-1992)
1. La vertenza Fiat del 1980
2. Su e giù per la scala mobile
3. Il “sindacato dei diritti”
Capitolo XII – Concertazione, risanamento, Europa (1993-2001)
1. Il crollo della “Repubblica dei partiti”
2. La nuova “supplenza sindacale”
3. La Cgil nell’Italia bipolare
Conclusioni – La Cgil del tempo presente (2002-2016)
Daniele Dieci, Di civiltà e cultura

Daniele Dieci
Di civiltà e cultura. Conoscenza e lavoro operaio negli anni Cinquanta a Modena
Bologna, Editrice Socialmente, 2017
Quale rapporto esiste tra sapere e fare? E quale rapporto esisteva nel mondo operaio modenese degli anni cinquanta tra lavoro, conoscenza ed impegno sociale e politico? E ancora, quali insegnamenti si possono trarre da questo ambivalente e sfaccettato rapporto per meglio interpretare il mondo di oggi?
Il volume prende spunto dalla vicenda biografica di Mario Del Monte, il Sindaco di Modena che nel mondo operaio di quegli anni si era formato, mediante una ricerca storica – promossa dalla Fondazione a lui intitolata – che si avvale anche di documenti d’archivio ad oggi inediti. La figura collettiva dell’operaio di mestiere è al centro della riflessione e ne vengono indagati il ruolo sociale e politico, le a volte imprevedibili traiettorie formative, le dinamiche occupazionali e più in generale l’impatto sul tessuto produttivo della provincia di Modena.
La ricerca prova a mettere a fuoco quel mondo del lavoro attraverso la lente della conoscenza, formatasi nello studio o nella stessa attività lavorativa, mettendo in evidenza come fosse diffusa la consapevolezza della immediata dimensione e rilevanza collettiva e del potenziale di emancipazione di quella conoscenza, forgiata nell’incessante attività di costruzione di sé attraverso l’attività, pratica e al contempo culturale, che si esplicita nel lavoro.
Muovendo da questi spunti, il libro prova ad attualizzarne i contenuti, mettendoli alla prova della contemporaneità, del mondo del lavoro dei nostri giorni, cercando di percorrere in questo dialogo tra epoche parallelismi e confronti, ma anche ponti e vicoli ciechi.
La postfazione di Vando Borghi ricostruisce e inquadra teoricamente il dibattito recente nelle scienze sociali sul rapporto tra conoscenza, lavoro, emancipazione individuale e collettiva, sottolineandone le radicali trasformazioni e la persistente rilevanza.
L’autore
Daniele Dieci, funzionario sindacale della Cgil di Modena, si è laureato in Scienze storiche contemporanee all’Università di Bologna e all’Université Diderot-Paris VII. È stato assegnista di ricerca presso l’Università di Bologna e ha lavorato come ricercatore per l’Ires Cgil Emilia-Romagna, approfondendo questioni di storia urbana e le trasformazioni del lavoro contemporaneo. Attualmente è segretario generale della Camera del lavoro territoriale di Modena.
La pubblicazione è stata promossa dalla Fondazione Mario del Monte di Modena, con il contributo della Fondazione cassa di risparmio di Modena
Indice
7 Nota introduttiva
11 capitolo 1 – Una storia tra lavoro e conoscenza
16 Metodo e cronologia
19 Capitolo 2 – Il “saper fare” e la democrazia industriale
20 L’industria modenese
23 La Cgil alla prova dei tempi
29 Rappresentanza e “saper fare”
47 – Capitolo 3 – L’individuo e il mercato della conoscenza: collocamento, retribuzione, riconoscimento
51 Formazione e lavoro: tra formalità e informalità
59 Quanto valeva la conoscenza)
65 Riflessioni conclusive: soggettività, conoscenza, lavoro
73 Fonti: Istituto storico di Modena, Varie
75 Indice analitico sezione documentale
117 Bibliografia
123 Postfazione. Conoscenza, lavoro e società: metamorfosi di un’intersezione, di Vando Borghi
I racconti del Primo Maggio
Riprendiamo dal sito della Fondazione Di Vittorio l’e-book ‘I racconti del Primo Maggio’, volume realizzato dal Coordinamento Archivi, Biblioteche e Centri di documentazione della CGIL e curato da Elisa Castellano della Fondazione Di Vittorio. L’antologia riproduce la mostra telematica allestita in occasione della Festa del Lavoro del 2020, nel pieno della prima ondata della pandemia da Covid-19, alla quale ha contribuito anche Modena.
COLLEGAMENTI
Claudio Silingardi, La Camera confederale del lavoro di Modena
Mettiamo a disposizione un contributo di Claudio Silingardi, vicepresidente dell’Istituto storico di Modena, riguardante la storia della Camera del lavoro di Modena nel corso del Novecento. Il testo è una sintesi della pubblicazione realizzata da Amedeo Osti Guerrazzi e Claudio Silingardi, Storia del sindacato a Modena 1880-1980, Roma, Ediesse, 2002
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