Segreterie della Camera confederale del Lavoro 1945-2020
La ricostruzione delle strutture organizzative del sindacato non è sempre facile, soprattutto per i primi anni di attività. La Cgil nazionale ha realizzato il volume “Gli uomini e le donne della Cgil, le Segreterie confederali, delle federazioni nazionali di categoria, delle Cgil regionali, delle Camere del lavoro”, giunto ora alla terza edizione, che comprende le segreterie dal 1944 al 2019. Prevede inoltre degli aggiornamenti periodici, a cura della Fondazione Di Vittorio.
Mettiamo a disposizione la versione in pdf del volume e una scheda riassuntiva delle segreterie della Camera confederale del lavoro di Modena.
Strumenti per la ricerca
Sono qui raccolte bibliografie, cronologie, banche dati utili come strumenti di lavoro e di approfondimento della storia del sindacato e del lavoro locale e nazionale.
Banche dati e mostre online
Monografie storiche
In questa sezione segnaliamo pubblicazioni sia attente alla dimensione locale o territoriale, sia centrate su una dimensione più ampia – regionale, nazionale, internazionale – importanti per una conoscenza approfondita della storia del sindacato e del lavoro. I volumi sono in ordine cronologico, dal più recente al più vecchio. Sono esclusi da questo elenco i volumi prodotti o sostenuti dalla Cgil modenese e dall’Istituto storico di Modena, che sono descritti nella sezione Produzioni.
Studi di carattere locale
Studi di carattere generale
Cronologia degli scioperi 1943-1945
Il progetto nasce nel 2015 in occasione della realizzazione di un annale della Fondazione Di Vittorio dedicato a questo tema, poi pubblicato con il titolo di Operai, fabbrica, Resistenza: conflitto e potere nel triangolo industriale (1943-1945), Roma, Ediesse, 2017
Il database si concentra sugli scioperi avvenuti nel biennio della lotta partigiana prevalentemente nel triangolo industriale, individuando cinque fasi diverse del conflitto operaio: gli scioperi del marzo aprile 1943, gli scioperi dei 45 giorni, gli scioperi dal novembre 1943 al febbraio 1944, lo sciopero generale del marzo 1944, gli scioperi dal maggio 1944 all’aprile 1945. Sono invece escluse le agitazioni avvenute intorno all’8 settembre 1943 e durante l’insurrezione dell’aprile 1945, perché in entrambi i casi la maggior parte delle fabbriche interruppero le attività lavorative.
Per ogni agitazione sono state raccolte il maggior numero di informazioni relative all’azienda, alle motivazioni dello sciopero, ai lavoratori coinvolti, le misure repressive adottate, le fonti utilizzate, ecc.
Il data base è stato realizzato dall’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea ”G. Agosti”, dall’ Istituto ligure per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea “R. Ricci” di Genova e dalla Fondazione Istituto per la storia dell’età contemporanea di Sesto S. Giovanni, con il contributo della Presidenza dello SPI-CGIL Piemonte e dello SPI-CGIL Torino e la collaborazione dell’Anpi nazionale.
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Società italiana di storia del lavoro
Costituita nel 2012, la Società Italiana di Storia del Lavoro nasce in momento di ripresa dell’attenzione da parte degli storici, soprattutto giovani ricercatori, sulle tematiche relative alla storia del lavoro. Un fenomeno non solo italiano, come testimoniano le relazioni tenute a livello internazionale dalla Sislav con associazioni similari.
L’associazione promuove attività di ricerca, seminari, convegni, pubblicazioni (alcune delle quali scaricabili liberamente dal sito internet).
Ha inoltre costituito dei gruppi di lavoro su tematiche specifiche: Ambiente, salute e lavoro; Fonti e Archivi; International Labour Organization; Lavoro e lavoratori rurali; Lavoro libero e non libero; Storia del mutualismo, del sindacalismo e del cooperativismo; Storicizzare la precarietà.
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Istituto nazionale Ferruccio Parri
Nato nel 1949, l’Istituto nazionale Ferruccio Parri coordina una rete di 67 istituti associati e 11 collegati diffusi in tutta Italia, in particolare nel centro-nord. È la più importante e originale rete di istituti culturali privati esistente in Europa.
Tutti questi istituti svolgono funzioni di conservazione e valorizzazione di patrimoni archivisti e librari, di ricerca storica, di public history, di formazione degli insegnanti, con la promozione di incontri, seminari, convegni, mostre, riviste, pubblicazioni, siti e banche dati online.
Una parte degli Istituti storici conserva e valorizza archivi del sindacato. È il caso degli istituti di Varallo, Novara e Asti in Piemonte; di Mantova e Sesto San Giovanni in Lombardia; di Venezia e Padova in Veneto; di Modena, Piacenza e Forlì in Emilia-Romagna.
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International Association of Labour History Institutions
L’International Association of Labor History Institutions (IALHI) riunisce archivi, biblioteche, centri di documentazione, musei e istituti di ricerca specializzati nella storia e nella teoria dei movimenti operai e sociali di tutto il mondo. L’obiettivo principale di IALHI è facilitare lo scambio di competenze al fine di preservare e promuovere l’accesso e l’uso delle rispettive collezioni.
Promuove conferenze annuali su vari temi di storia del lavoro, e gestisce un portale online di storia sociale del lavoro.
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Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico
Nata sul finire degli anni Settanta del Novecento, la Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico svolge la sua attività nel campo degli audiovisivi (cinema, tv, multimedialità, archivi filmici e fotografici), per favorire la costruzione e la diffusione delle storie e delle memorie collettive dei movimenti sociali e dei loro protagonisti.
La Fondazione è da sempre impegnata nella ricerca, raccolta, produzione, conservazione di documenti audio-visivi storici, di repertorio, di attualità, di ricostruzione narrativa, e nella promozione della loro conoscenza, studio, analisi ed elaborazione per nuovi usi e riusi. Organizza ricerche e studi, convegni, seminari, rassegne e mostre su temi riguardanti la storia e la società, il rapporto tra cinema, immaginario e memoria, e cura pubblicazioni specializzate.
La Fondazione è convenzionata con la Cgil nazionale.
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Fondazione Giuseppe Di Vittorio
La Fondazione Di Vittorio ha progressivamente unificato i precedenti enti della Cgil che si occupavano di ricerca storica, economica e sociale e della formazione sindacale (Associazione Bruno Trentin, Ires, Isf, Smile), ed è organizzata in tre aree di lavoro: ricerche economiche e sociali, formazione, storia e memoria.
Gli ambiti principali di ricerca storica riguardano i percorsi biografici dei dirigenti sindacali, la storia sociale del mondo del lavoro, il ruolo dei sindacati nel contesto europeo e italiano, attraverso la promozione di ricerche originali, convegni, seminari, pubblicazioni (con le collane ‘Annali della Fdv’ e ‘Storia & storie’).
Negli ultimi anni la Fondazione ha sviluppato un lavoro specifico sulla figura di Bruno Trentin, con diversi convegni, la realizzazione di un film, la pubblicazione di volumi, la trascrizione e pubblicazione dei suoi quaderni manoscritti.
La Fondazione coordina la rete nazionale degli archivi storici, biblioteche e centri di documentazione della Cgil. Presidente è Fulvio Fammoni, segretario Paolo Terranova. Direttore dell’area Storia e Memoria è Edmondo Montali.
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Biblioteca Luciano Lama
La biblioteca, nata nel 1968 presso il Centro studi e formazione sindacale di Ariccia, è costituita da fondi librari provenienti da varie strutture della Cgil e dell’Inca, conta circa trentamila monografie, numerosi opuscoli e materiale grigio.
Di notevole interesse l’acquisizione di una parte della Biblioteca della Confederazione fascista dei lavoratori dell’industria, proveniente dai locali occupati dalla Cgil unitaria dopo la liberazione di Roma. Si tratta di circa 3.000 monografie, oltre a periodici, quotidiani, opuscoli, contratti di lavoro stipulati durante il regime fascista.
I volumi sono consultabili tramite il Servizio Bibliotecario Nazionale – Sbnweb. La Biblioteca ha sede a Roma in Via dei Frentani 4a ed è aperta al pubblico tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 16.45 (pausa pranzo dalle 13 alle 14).
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Archivio storico della Camera del Lavoro territoriale di Reggio Emilia
Il patrimonio archivistico della Camera del lavoro territoriale di Reggio Emilia è in parte conservato presso la biblioteca A. Panizzi e in parte presso il Polo culturale archivistico del Comune di Reggio Emilia, gestito da Istoreco. Presso la sede camerale sono invece conservati audiovisivi, biblioteca, emeroteca, manifesti, fotografie.
Il patrimonio è stato dichiarato di notevole interesse storico dalla soprintendenza archivistica regionale nel 1996. Complessivamente, si tratta di materiale condizionato in 1819 contenitori, pari a oltre 200 metri lineari, relativi al periodo 1872-1994.
Inoltre, presso l’archivio storico reggiano è conservato anche l’archivio della Federazione lavoratori della conoscenza Cgil, circa 180 metri lineari di documentazione.
La Camera del lavoro e le categorie reggiane hanno promosso nel 2002 anche la costituzione di un’associazione di ricerca storica, il Centro studi R60, che svolge attività scientifica con la promozione di convegni e la pubblicazione di volumi.
Responsabile dell’archivio storico è Tommaso Cerusici. La sede è in via Roma 53 a Reggio Emilia.
Archivio Paolo Pedrelli – Archivio storico della Cgil di Bologna
L’associazione Paolo Pedrelli, che gestisce l’archivio storico della Camera del lavoro metropolitana di Bologna e della Cgil regionale si costituisce a Bologna nel 1998, con il duplice obiettivo di conservare e ordinare il patrimonio archivistico e bibliotecario del sindacato e di favorire un ruolo attivo dell’associazione nel dibattito cittadino sui temi del lavoro e della sua memoria.
L’archivio storico conserva materiale a partire dal 1945, essendo quello precedente (la Camera del lavoro di Bologna fu costituita nel 1893) andato distrutto nell’incendio appiccato dai fascisti alla sede camerale il 7 agosto 1921.
Nell’archivio storico – dichiarato di notevole interesse storico dalla Soprintendenza archivistica – sono conservati una cinquantina di fondi. Sono inoltre conservate 30.000 fotografie, 1.500 manifesti, oltre 400 tra riviste e quotidiani, 220 bandiere.
L’associazione ha sede in via Marconi 69/e a Bologna. Gli orari di apertura al pubblico sono: lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì dalle 9.30 alle 13.30
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